<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055314777592892287</id><updated>2011-04-21T13:35:52.640-07:00</updated><title type='text'>nonnecessariamente</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nonnecca.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055314777592892287/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnecca.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>non necessariamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08737752927642774350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055314777592892287.post-3166247503118221010</id><published>2008-01-25T12:27:00.000-08:00</published><updated>2008-01-25T12:38:19.393-08:00</updated><title type='text'>06.42</title><content type='html'>Suona alle sei e quarantadue. La spengo.&lt;br /&gt;C'è silenzio. Sono comodo, al caldo. Warm in inglese. Warm.&lt;br /&gt;Posso rimanere due minuti a letto per cui ci rimango.&lt;br /&gt;Diffido delle immagini che riprendono a scorrere, diffido.&lt;br /&gt;Conto fino a quattro e mi alzo, al buio. Cerco le infradito di plastica.&lt;br /&gt;Accendo la lucina sopra al letto, guardo l'ora sono le sette meno un quarto. Suoni lontani.&lt;br /&gt;Mi spoglio, infilo la bancheria nel borsone da lavare, mi metto l'accappatoio.&lt;br /&gt;Nella tasca sinistra metto il bagnoschiuma e lo shampoo, in quella di destra la card per rientrare in camera.&lt;br /&gt;Esco in corridoio.&lt;br /&gt;Oggi è il turno della doccia in fondo a sinistra, quella con le mattonelle marroni che hanno un'aria calda.&lt;br /&gt;Ci arrivo al buio, c'è la luce notturna delle scale. La gente sta ancora dormendo.&lt;br /&gt;Entro, si attiva la luce automatica, chiudo la porta a chiave, appendo l'accappatoio da cui tolgo bagnoschiuma e shampoo, li appoggio nel cestello metallico di fianco alla doccia.&lt;br /&gt;Regolo la manopola e poi la schiaccio. Scende un bel getto ricco.&lt;br /&gt;Tengo un piede sotto l'acqua per adattarmi.&lt;br /&gt;Aspetto che la doccia si spenga.&lt;br /&gt;Schiaccio di nuovo e mi butto sotto cantando "dead bodies everywhere" mentre mi sciacquo.&lt;br /&gt;Non conosco bene il testo "haitainsaupaitaisnaiau I'm bleeding from the inside to the armageddon outside".&lt;br /&gt;Dopo dieci secondi si spegne il getto.&lt;br /&gt;Inizio a insaponarmi partendo dalla testa perchè se partissi dal culo dopo mi sembrerebbe poco igienico passare alla faccia. Mi insapono tutto poi schiaccio di nuovo.&lt;br /&gt;Passano otto secondi virtuali, schiaccio ancora.&lt;br /&gt;Altri cinque, mi passo le mani in testa e sotto le ascelle, stavolta schiaccio col gomito. Rimango ad aspettare che si spenga.&lt;br /&gt;Mi scrollo come un cane, mi avvolgo nell'accappatoio.&lt;br /&gt;Ho dimenticato di sciacquare il bagnoschiuma che è tutto insaponato, non ho fatto lo shampoo. Alzo una manica dell'accappatoio e schiaccio il pulsante dell'acqua, bagno il bagnoschiuma. Me lo infilo di nuovo nella tasca destra.&lt;br /&gt;Apro la porta. So che farà freddo.&lt;br /&gt;Cammino in corridoio strisciando le ciabatte per asciugarle.&lt;br /&gt;Passo la card nella fessura. Luce rossa.&lt;br /&gt;La passo meglio facendola aderire tutta dall'alto in basso, come un portiere.&lt;br /&gt;Luce verde.&lt;br /&gt;Entro, guardo l'ora. Sette e zero uno. Bene, in tempo.&lt;br /&gt;Siedo sul letto, guardo in basso.&lt;br /&gt;Asciugo i piedi poi li appoggio per terra perchè le ciabatte sono ancora bagnate.&lt;br /&gt;Troppe maglie. O troppo poche.&lt;br /&gt;Vado con l'accappatoio aperto a preparare il Caffè.&lt;br /&gt;Sto chino sul lavello. Uso il metodo di Andre della montagnola. Ne esce sempre un po' perchè il cucchiaio è umido e il caffè si incolla, poi quando si stacca sborda e finisce sul lavandino. Vaffanculo.&lt;br /&gt;Richiudo il pacchetto con la striscia di scotch. Spero che non sia questa la volta in cui non appiccica più, magari è la prossima, sarebbe meglio se fosse la prossima, si chiude.&lt;br /&gt;La prossima volta mi darò del coglione perchè sarebbe stato meglio se si fosse staccato questa volta.&lt;br /&gt;Stringo la moka forte che è meglio. Metto la piastra per terra, se la faccio scaldare sul frigo magari si rovina. Non devo prenderci contro.&lt;br /&gt;Attacco l'accappatoio alla gruccia appesa sopra il termo, così domattina è caldo.&lt;br /&gt;Mi vesto come avevo progettato ieri.&lt;br /&gt;Non guardo l'ora voglio mangiare in pace.&lt;br /&gt;Tasto la frutta per sentire cosa c'è di troppo maturo. Niente. Bene.&lt;br /&gt;Ho tempo per pelare una pera.&lt;br /&gt;Ci vuole del tempo per farlo bene. Dall'alto in basso. A striscie sottili così ci rimane più polpa. Svito il picciuolo in senso orario. La taglio tra i due vertici. Dipende tutto dal primo taglio per fare degli spicchi normali. Faccio leva con il coltello. Il primo spicchio è sempre quello più duro da staccare, lascio che sgoccioli nel pattume, poubelle in francese. La poubelle.&lt;br /&gt;Guardo compiaciuto la fetta che si stacca dal filetto centrale senza lasciarci polpa, la mangio. Mangia e bevi. Mangiaebevi. Il pacchetto verde con l'albero di frutta. Alberto Castagna. I baffi di Alberto Castagna. Lui è morto.&lt;br /&gt;Sale il caffè.&lt;br /&gt;La tipa della reception ha detto che la gente che non è abituata a usare le piastre se trompe parce que pensano che sia sufficiente staccare la spina per spegnerla. Invece poi gli va di su la roba. Coglioni.&lt;br /&gt;Lascio il caffè a bollire sulla piastra.&lt;br /&gt;Finisco la pera. In fretta.&lt;br /&gt;Med ha detto che quando mangia le pere poi gli viene lo stricco. A me no. Se mi dovesse capitare ora sarebbe la fine.&lt;br /&gt;Mi sciacquo le mani con l'acqua fredda. Mi tira la pelle. Glisolid. Non adesso.&lt;br /&gt;Guardo l'ora sette e trentacinque merda. Devo bere il caffè e lavarmi i denti.&lt;br /&gt;Essere fuori almeno per le sette e trentotto dell'orologio della reception.&lt;br /&gt;Verso e bevo. Troppo caldo, troppo in fretta, mi sale un ondata di calore. Mi irrita la pelle contro la maglia di lana, era meglio la felpa di cotone.&lt;br /&gt;Lavo i denti. Tre minuti ha detto la Mery, magari stasera.&lt;br /&gt;Abbottono il cappotto, devo prendere la borsa e metterci dentro la roba. Il portafoglio. La card della camera.&lt;br /&gt;Esco.&lt;br /&gt;La porta si chiude, fa clack.&lt;br /&gt;Si è chiusa bene.&lt;br /&gt;Scendo le scale, ho l'aspetto da universitario.&lt;br /&gt;Sette e quasi quaranta dell'orologio della reception. Accetabile.&lt;br /&gt;Eric mi saluta. Mi chiede ça va? Devo dargli la mano perchè sennò sembro scortese.&lt;br /&gt;Mi allungo sopra al bancone e gli stringo la mano. Forte. A qualcuno piaceva la gente che stringe la mano forte.&lt;br /&gt;Oui ça va et toi? Excuse moi mais je dois partir je suis super retard. Au revoir ciao.&lt;br /&gt;Esco.&lt;br /&gt;C'è bagnato per terra.&lt;br /&gt;A Lione sembra che piova solo di notte.&lt;br /&gt;Dai tetti cadono delle goccie. Sto attaccato al collo del cappotto, se me ne finisse una in testa o giù per il collo sarebbe fastidioso. Con la maglia di lana.&lt;br /&gt;Giro l'angolo, il bar. La macelleria Hallal chiusa. Il forno aperto. Profumo.&lt;br /&gt;Attraverso la strada, poi devo attraversare di nuovo, è rosso. Non ci sono macchine allora attraverso.&lt;br /&gt;All'ingresso della metro c'è sempre la stessa ragazza mora riccia vestita di giallo con un cappellino verde.&lt;br /&gt;Ti da Metro ma sembra che te lo imponga. Che le faresti un torto se non lo prendessi.&lt;br /&gt;Stavolta lo prendo. Scendo le scale, lo butto nel pattume.&lt;br /&gt;Per fortuna c'è gente.&lt;br /&gt;Vuol dire che l'altra è già passata da un po'.&lt;br /&gt;Aspetto.&lt;br /&gt;Di solito a quest'ora ce n'è una ogni tre quattro minuti. Sono efficienti qui.&lt;br /&gt;Questa non arriva.&lt;br /&gt;Arriva prima dall'altra parte. Non c'era da dubitarne.&lt;br /&gt;Guardo a destra verso il tunnel. C'è gente che si sporge per vedere se arriva.&lt;br /&gt;Vuol dire che è in ritardo.&lt;br /&gt;Io non ho problemi anche se è in ritardo.&lt;br /&gt;Per me fa lo stesso. Tanto tutto è uguale.&lt;br /&gt;Uguale.&lt;br /&gt;Finalmente si vedono le luci nel tunnel.&lt;br /&gt;E’ piena di gente.&lt;br /&gt;Non si spostano. Non so dove attaccarmi, mi bilancio sulle gambe.&lt;br /&gt;Tanto alla prossima alcuni scendono.&lt;br /&gt;Charpennes.&lt;br /&gt;C'è una che deve scendere che chiede Pardon. Sembra pressata.&lt;br /&gt;Nessuno dice niente.&lt;br /&gt;Massena.&lt;br /&gt;Foch.&lt;br /&gt;Hotel de ville.&lt;br /&gt;Il grosso della gente scende. Vado a sedermi nell'angolo in fondo che cercano tutti perchè non bisogna spostarsi per far passare gli altri.&lt;br /&gt;Suona il segnale chiusura porte.&lt;br /&gt;Cordeliers.&lt;br /&gt;Bellecour.&lt;br /&gt;Stanno bene le panchine verdi con le mattonelle ocra.&lt;br /&gt;Ampère Victor Hugo.&lt;br /&gt;Perrache, Montrochet.&lt;br /&gt;Terminus. Tous les voyageurs descendent de la voiture.&lt;br /&gt;Correspondance tram T1 direction Montrochet ou La Doie IUT Fessyne.&lt;br /&gt;Correspondance tram T2 direction Vaux en velin La Soie.&lt;br /&gt;Scendo, c'è un tram à l'approche.&lt;br /&gt;Sarà il T2. La gente si affretta, corre.&lt;br /&gt;Io cammino, per me è uguale.&lt;br /&gt;E'uguale.&lt;br /&gt;Mi avvicino e vedo che è il T2 davvero.&lt;br /&gt;L'orologio dei Tramway segna le sette e cinquantadue.&lt;br /&gt;Il T1 non posso prenderlo.&lt;br /&gt;A piedi impiego troppo e ho le scarpe che mi fanno male.&lt;br /&gt;Non parte perchè ci sono gli ultimi passeggeri che bloccano la chiusura delle porte.&lt;br /&gt;Faccio due passi più in fretta e riesco a salire in tempo.&lt;br /&gt;Ma solo due passi.&lt;br /&gt;Non timbro perchè tanto è una cosa stupida se ho l'abbonamento. Non capisco le persone che lo fanno. Sembra che mi guardino male.&lt;br /&gt;Passiamo sul ponte.&lt;br /&gt;Le luci riflesse sul fiume.&lt;br /&gt;Il fiume.&lt;br /&gt;Arriviamo in un attimo. Scendo. In mezzo agli studenti. Dobbiamo attraversare la strada ma c'è rosso e ci sono le macchine che passano. Alcuni si buttano.&lt;br /&gt;Io aspetto il verde perchè tanto fa lo stesso.&lt;br /&gt;Entro nel cancello del Centre Berthelot. Attraverso il cortile. Guardo l'orologio in alto.&lt;br /&gt;Le otto meno uno.&lt;br /&gt;C'è gente che corricchia. Io li guardo mentre andiamo nella stessa direzione.&lt;br /&gt;Esco da dietro il Batiment, sono su una strada vuota vicino alla sopraelevata della ferrovia.&lt;br /&gt;Si sentono stridere i vagoni merci dell'Evergreen.&lt;br /&gt;Entro nella hall dell'edificio L. Ho lezione nel Grand Amphi.&lt;br /&gt;C'è un gruppetto di studenti che entra con me. Bene.&lt;br /&gt;Il prof ha già iniziato a fare lezione. Ci richiama ma non ci faccio caso. Tanto cosa cambia.&lt;br /&gt;Appoggia il microfono e va a chiudere la porta a chiave.&lt;br /&gt;Riprende a fare lezione.&lt;br /&gt;Dei tizi devono essere entrati dalla porta che c'è in alto perchè si ferma di nuovo e richiama anche loro.&lt;br /&gt;Non mi sono accorto di essermi seduto dietro il trio delle tipe che prendono appunti al computer.&lt;br /&gt;Fanno un rumore stupido.&lt;br /&gt;Ce n'è una in particolare che sta china sulla tastiera e scrive solo usando gli indici. Lei fa più rumore delle altre.&lt;br /&gt;Che schiave, penso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faser Lioton&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055314777592892287-3166247503118221010?l=nonnecca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnecca.blogspot.com/feeds/3166247503118221010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2055314777592892287&amp;postID=3166247503118221010' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055314777592892287/posts/default/3166247503118221010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055314777592892287/posts/default/3166247503118221010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnecca.blogspot.com/2008/01/0642.html' title='06.42'/><author><name>non necessariamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08737752927642774350</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry></feed>
